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Stabio
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mweaStabio è un mweqcomune svizzero di mweg4591 abitanti del mwewCanton Ticino, nel mwfadistretto di Mendrisio, situato al confine con l'mwfqItalia.

Contents

Storia
Altri
Musei
Sport
Note

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Storia

Sono numerosi i reperti romani trovati nel territorio di Stabio. Il più importante è la necropoli mwgqromana e mwgglongobarda che si trova in località San Pietrocite-ref-dss-1-0[1]; allo stesso periodo, il I secolo, risale anche la stele funeraria esposta alle spalle del municipiocite-ref-2[2] e dedicata a Caio Virio Vero.

A questi reperti nel XIX secolo si aggiunsero alcune placche in bronzo dorato longobarde, provenienti dal reperto detto mwlwmwmaScudo di Stabio e trovate in località Alla Vigna. Negli anni 1830 furono trovati inoltre diversi oggetti preziosi che oggi non sono più a Stabiocite-ref-3[3]: una croce equilatera in oro e alcuni orecchini di tradizione mwnqbizantinacite-ref-4[4].

Una seconda necropoli, questa volta longobardacite-ref-5[5], fu trovata nel 1999cite-ref-dss-1-1[1] in località Barico: si tratta di sei tombe, una delle quali conserva l'ampio corredo di un guerriero, del quale fanno parte la punta di una lancia, una cesoia, due coltelli, alcuni frammenti (di una croce in oro, di un pettine in osso e di una cassetta), una spada e parte del suo fodero, uno mwqwmwrascramasax, una tracolla e una cintura, un mwrqumbone, un gancio, l'impugnatura di uno scudo, uno sperone e alcune linguette. L'abbigliamento e le armi del guerriero, sottoposti a radiografia e tomografia all'mwrgospedale di San Giovanni a Bellinzona e poi studiati al Museo Nazionale Svizzero di mwsaZurigo, è composto di lino filato, lana, vello ovino o caprino, mwsqfusaggine, ontano, quercia e pioppocite-ref-6[6].

Stabio fa parte della Svizzera dal 9 maggio 1517, quando fu scambiato con mwtwDomodossola in occasione del trattato di Ponte Tresacite-ref-7[7].

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwaaChiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo martire, attestata dal 1275, fu ricostruita alla fine del XVI secolocite-ref-dss-1-2[1]; divenne parrocchiale nel 1575 e fu consacrata nel 1599;
• mwcaChiesa dei Santi Pietro e Lucia in località San Pietro, già parrocchiale, attestata dal 1275 ma risalente al VII secolo e ricostruita nel XII-XIII secolocite-ref-dss-1-3[1];
Chiesa di Santa Margherita, attestata dal 1437; mwfqromanica, si trova poco distante dalla frontiera con l'mwfgItaliacite-ref-8[8];
• mwhaOratorio della Madonna di Caravaggio,cite-ref-0-9-0[9] eretto attorno al 1760cite-ref-0-9-1[9] (precisamente, negli anni 1754-1758) in stile tardo mwkqbaroccocite-ref-0-9-2[9];
• Cimitero, con la Tomba di Natale Albisetti, la scultura Arnold von Melchtal assieme al padre (1923) e il bassorilievo Ritratto di don Giacomo Perucchi di Vincenzo Vela;
• Croci della processione delle Rogazioni.

Architetture civili

• Casa Ghiringhelli, del XVII secolo;
• Sede della Fondazione Realini in via dei Bagni, eretta nel 1856 in stile neoclassico; originariamente la struttura ospitava delle termecite-ref-dss-1-4[1];
• Ex Camiceria Realini (1902)cite-ref-dss-1-5[1], con decorazioni tardo liberty di Carlo Cocquio, fra i quali una Pace e una Giustizia;
• Casa unifamiliare cilindrica realizzata da Mario Botta nel 1981-1982;
• Casa Ginella in via Costera;
• Lavatoio coperto al bivio tra via Dogana e via Ai Ronchi.
• Casa Medici, progettata dall'architetto mwvqMario Botta;cite-ref-10[10]
• Edificio con mwwwmeridiana, in località Montalbano.cite-ref-11[11]

Siti archeologici

• Necropoli romana e longobarda di San Pietro;
• Necropoli longobarda di Barico.

Siti e musei paleontologici (UNESCO)

• mwzwMonte San Giorgio (Unesco): sito fossilifero del mw0aTriassico Medio inserito nella lista dei mw0qPatrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO

Altri

• Cippi di confine;
• mw3qMonumento al soldato svizzero, opera di Riccardo Larghi del 1953 che commemora la mobilitazione in occasione della mw3wSeconda guerra mondiale.

Società

Evoluzione demografica

Nel 2010 nel paese abitavano mw4w4345 persone, per lo più di nazionalità svizzera (mw5g3330, il 76,9%) e italiana (742, il 17,1% del totale e il 74,2% degli immigrati). La popolazione ha una lieve prevalenza femminile, con mw5w2208 donne a fronte di mw6a2122 uomini. L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabellacite-ref-dss-1-6[1]:

Abitanti censiticite-ref-12[12]

Cultura

Musei

• Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto, aperto nel 1981cite-ref-dss-1-7[1].

Infrastrutture e trasporti

Posto sul confine con l'Italia, Stabio ospita il valico di frontiera di mwaqyGaggiolo (frazione di mwaqcCantello sul versante italiano), servito dalla strada mwaqgH394/mwaqkN24. L'attraversamento del confine è possibile a piedi anche alla mwaqoDogana da Rödur e in località Santa Margherita (in entrambi i casi la frontiera è col comune italiano di mwaqsRodero).

Il comune è dotato dell'omonima stazione, un tempo parte della mwaq0ferrovia di Valmorea, aperta nel 1926 e soppressa nel 1928 come relazione internazionale; la linea in territorio svizzero rimase attiva come raccordo industriale. Nel 2008 iniziarono i lavori di realizzazione della nuova mwaq4ferrovia Mendrisio-Varese: i lavori sul lato elvetico vennero conclusi come da cronoprogramma, con la riapertura della tratta Stabio-Mendrisio al traffico viaggiatori il 15 dicembre 2014. Il cantiere italiano procedette con maggiore lentezza: la linea Varese-Mendrisio fu inaugurata nella sua totalità il 22 dicembre 2017cite-ref-13[13]: il servizio passeggeri regolare iniziò il 7 gennaio 2018cite-ref-14[14].

Amministrazione

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto mwarkcomune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

Sport

Nel comune hanno sede la squadra di calcio dilettantistica Football Club Stabio, la società federale di ginnastica SFG Stabio e lo Sci Club Stabio, attivo dal 1979cite-ref-15[15].

Note

cite-note-dss-11. citerefdssStefania Bianchi, mwatqmwatuStabio, in mwatymwatcDizionario storico della Svizzera, 3 ottobre 2011. mwatgURL consultato il 22 novembre 2017.
cite-note-22. Gilardoni, 1967, p. 563.
cite-note-33. Pastore, 2006, pp. 41-52.
cite-note-44. Bertelli, Brogiolo, Brescia, 2000.
cite-note-55. Cardani Vergani, Amrein, Boissonas, 2003, pp. 2-17
cite-note-66. Cardani Vergani, 2010, p. 19.
cite-note-77. Motta, 1991, p. 42.
cite-note-88. mwau4mwau8mwavaChiesa di Santa Margherita a Stabio, su mwavelanostrastoria.ch, 25 settembre 2024. mwaviURL consultato il 20 dicembre 2024.
cite-note-0-99. mwavomwavsFlüeler,mwavw p. 364
cite-note-1010. mwawamwawemwawiSPAZI DELL'ABITARE, su mwawmbotta.ch. mwawqURL consultato il 14 marzo 2020.
cite-note-1111. mwawgmwawkBianconi,mwawo p. 30
cite-note-1212. Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona, Dizionario storico della Svizzera
cite-note-1313. mwaxeferrovie.it, mwaxmmwaxqInaugurata ufficialmente la Arcisate - Stabio. mwaxuURL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-1414. mwaxkmwaxomwaxsRFI, attivata la nuova linea Arcisate - Stabio, su mwaxwfsnews.it, FS News. mwax0URL consultato il 3 dicembre 2017.
cite-note-1515. mwayemwayimwaymstatuto, su mwayqsciclubstabio.ch. mwayuURL consultato il 14 marzo 2020.

Bibliografia

• Giovanni Sarinelli, mwaykLa Diocesi di Lugano. Guida del clero, La Buona Stampa, Lugano 1931, 96-97.
• Giuseppe Martinola (a cura di), mwaywInvito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 18-22.
• mway4Virgilio Gilardoni, mway8Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 24, 36, 37, 186, 226, 378, 435, 563-566.
• Giuseppe Martinola, mwazeInventario d'arte del Mendrisiotto, v. I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 502-534.
• Carlo Speziali, mwazmI fatti di Stabio del 22 ottobre 1876. Commemorazione del centenario, Arti grafiche A. Salvioni e Co. S. A., Bellinzona 1977.
• citerefbianconiPiero Bianconi, Meridiane del Ticino, Vezia, Unione Svizzera delle Casse Raiffeisen, 1978.
• Bernhard Anderes, mwazyGuida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 351-353.
• citereffl-elerNiklaus Flüeler, Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982.
• mwazkEmilio Motta, mwazoEffemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
• Flavio Maggi, mwazwPatriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
• Carlo Bertelli, Gian Pietro Brogiolo (a cura di), mwaz4Il futuro del Longobardi. L'Italia e la costruzione dell'Europa di Carlo Magno, catalogo della mostra al Museo di Santa Giulia, Brescia 2000.
• Rossana Cardani Vergani, Heidi Amrein, Valentin Boissonas, mwaaaL'ultimo guerriero longobardo ritrovato a Stabio TI, in Archeologia svizzera, numero 26, 2003.
• Costanza Pastore, mwaaiLa dispersione del patrimonio archeologico di Stabio, in Rossana Cardani Vergani, Sergio Pescia (a cura di), Stabio antica. Dal reperto alla storia, Comune di Stabio, Armando Dadò editore, Locarno 2006.
• AA. VV., mwaaqGuida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 435-438.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Stabio

Collegamenti esterni

• mwaa0Stefania Bianchi, Stabio, in Dizionario storico della Svizzera, 3 ottobre 2011. URL consultato il 22 novembre 2017.
• mwaa8Ufficio di statistica del Cantone Ticino: Stabio, su www3.ti.ch.